Alessia Bongiorni (foto: Nicola Bellotti)

Alessia Bongiorni (foto: Nicola Bellotti)

La fotografia glamour cominciò a svilupparsi intorno agli anni ’20. Negli Stati Uniti, ma anche in Italia e in Europa si diffusero le prime immagini delle cosiddette pin-up e i fotografi dell’epoca si tuffarono in questo nuovo stile. Troppo spesso quando si parla di glamour si vuole sottintendere “erotismo” o “nudo”, ma si tratta di un errore. Il glamour è uno stile di ritratto in cui viene posta particolare enfasi sulla sensualità del soggetto, e dove il fascino del mistero gioca un ruolo chiave. Il segreto è nel “vedo-non-vedo”. Il nudo esplicito è l’esatto contrario di ciò che il fotografo cerca nello stile glamour. Si può dire che fu la rivista Playboy a definire il concetto di glamour pubblicando nel 1953 un servizio fotografico dedicato a Marilyn Monroe. Il nudo celato e pudico della celebre attrice, il fascino indiscutibile del soggetto, la potenza di quegli scatti e tutto il resto crearono un’icona di stile. Ai giorni nostri si tende a confondere il glamour con il ritratto psicologico, l’erotismo, il cosiddetto “nudo d’arte”, senza interrogarsi su un concetto davvero fondamentale: cosa voleva dire il fotografo con quello scatto? Il suo messaggio arriva al pubblico? Il mistero è importante, ma qualche piccolo segreto nella fotografia glamour dovrebbe sempre trapelare.